OLIO: LA FILIERA OLIVICOLA PUGLIESE IN CIFRE

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http://olio.verginedioliva.com
5 years 10 weeks ago

 

La superficie investita ad olivo, secondo gli ultimi dati Istat (2010) è di 374.450 ettari, pari al 32% del totale investito in Italia. Circa l’11% di tale superficie è coltivata con metodi di produzione biologica, rappresentando circa il 25% a livello nazionale).

Il numero di aziende olivicole è pari a circa 267 mila unità, il 22% del totale delle aziende olivicole in Italia ed il 30% delle aziende presenti nel mezzogiorno.

Rispetto alla dimensione provinciale, la superficie investita è così ripartita: Bari 26%, Lecce 24%, Brindisi 17%, Foggia 14%, Taranto 10% e Barletta-Andria- Trani 8%.

Sono presenti in Regione cinque DOP, rispettivamente nelle province di Brindisi (Collina di Brindisi), Foggia (Dauno), Bari (Terra di Bari), Lecce, Taranto e Brindisi (Terre d’Otranto), Taranto (Terre Tarantine).

L’olivicoltura pugliese è caratterizzata da una vasta gamma di varietà, si arriva a contarne circa 53.

Sul territorio regionale sono presenti le varietà con maggiore consistenza in termini di superficie occupata.

La principale è la “Coratina” che occupa una superficie di circa 90.000 ettari (pari all’8% del totale nazionale), seguono in ordine di importanza l’ “Ogliarola Salentina”, la “Cellina di Nardò” e l’ “Ogliarola Barese”.

Una realtà molto interessante, in considerazione dei positivi orientamenti mostrati dalla domanda in questi ultimi anni, è quella delle olive da mensa. In questo comparto, la Puglia riveste un ruolo importante, dal momento che copre mediamente circa il 20% della produzione nazionale.

Le zone maggiormente vocate alla produzione di olive da mensa sono quelle delle province di Bari e Foggia.

Nella provincia di Foggia è dominante la varietà “Bella di Cerignola” caratterizzata dalla Denominazione di origine protetta e diffusa in maniera particolare nel comprensorio del Comune di Cerignola, mentre nel Barese è diffusa la cv “Sant’Agostino” in maniera particolare nei Comuni a nord della provincia.

Da non trascurare altre varietà che seppure a duplice attitudine presentano una potenzialità alta da mensa interessante, anche in termini di qualità, come ad esempio la “Peranzana” e la “Cellina di Nardò” e altre cultivar locali.

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